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Anna Maria Testa e Vera Gheno

Eurotecnica incontra – La cura delle parole

La cura delle parole: Annamaria Testa e Vera Gheno al Festival del giornalismo di Verona.

Dal 13 al 16 marzo si è tenuta a Verona la 5° edizione del Festival del Giornalismo organizzato da Heraldo.

Un programma ricco di appuntamenti che ha visto alternarsi professionisti dell’informazione, scrittori, esperti su tematiche connesse al tema cardine dell’edizione: l’Effetto Domino.

Nell’ambito della rassegna, come Eurotecnica, abbiamo voluto dare il nostro contributo sostenendo l’evento dal titolo “La cura delle parole”.

Una sala gremitissima e un pubblico coinvolto ed interessato ha seguito il convegno magistralmente coordinato da Elena Guerra di Heraldo, che ha coordinato gli interventi di Annamaria Testa e Vera Gheno.

Le parole, il senso che possono assumere nei diversi contesti e la necessità di tornare a maneggiarle con consapevolezza: sono stati questi i temi centrali intorno ai quali hanno dibattuto le due ospiti.

Perché prendersi cura delle parole? Viviamo bombardati di informazioni, pertanto, tornare a riflettere sul senso che può assumere la narrazione ci aiuta ad orientarci e a calarci in un livello più profondo della comunicazione.

I social ci hanno dotati di una voce pubblica ma da un lato non abbiamo ancora un’educazione specifica al suo utilizzo, dall’altro questa modalità di espressione ha limitato la nostra capacità di lettura di testi ampi, abituandoci ad una fruizione quasi bulimica della narrazione.

Vera Gheno ci ha sollecitato ad un uso consapevole dei social e delle dinamiche della rete.
Nell’ onlife, per utilizzare un’espressione di Luciano Floridi, è difficile esercitare un pieno e consapevole dominio cognitivo. Nella rete si realizza un’attività commerciale attraverso le dinamiche, ad esempio, dei like e questo favorisce la polarizzazione dell’informazione e della comunicazione.

Annamaria Testa, illustrando a grandi linee le dinamiche di senso della comunicazione, ci ha sollecitati a considerare come i social abbiano modificato le nostre capacità: sui social infatti l’occhio non legge, l’occhio guarda, scorre.
Nei social non c’è una struttura gerarchica, come ad esempio nella redazione di un giornale e viene quindi a mancare una guida nella lettura, un controllo e validazione dei contenuti, esponendoci ad informazioni e immagini fake.

Il tutto è complicato dall’utilizzo dell’intelligenza artificiale.

Come possiamo quindi destreggiarci in questo complicato universo onlife?

Secondo Vera Gheno è necessario potenziare e diffondere le attività di pre-bunking e quindi potenziare, con la diffusione di pillole di informazione vera, la resistenza preventiva alla disinformazione. È inoltre importante non credere di poter avere un’opinione informata su tutto, piuttosto selezionare gli ambiti sui quali focalizzare la nostra attenzione e su questi, non accontentarci di una lettura sommaria di titoli o brevi testi ma tornare a letture più ampie, assicurandoci di effettuare un’accurata selezione delle fonti.

Annamaria Testa ci ha ricordato che al mondo ci sono 5 miliardi di persone che, in media, passano 6,5 ore della loro giornata connesse e che un terzo di questo tempo è speso sui social perlopiù a scrollare rapidamente informazioni, fornendo al contempo dati alla rete.

L’appello delle relatrici è stato quello di tornare alla lettura come attività di igiene dell’attenzione perché la nostra attenzione è un bene prezioso, da preservare e da tenere allenato e protetto.

La platea presente ha apprezzato e seguito con attenzione il prezioso contributo delle relatrici.

Per chi volesse rivedere l’evento la registrazione è disponibile sul canale Youtube di Heraldo

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