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Utilità, rischi e inganni nell’uso dell’Intelligenza Artificiale

Eurotecnica Incontra – Festival del Giornalismo di Verona

Utilità, rischi e inganni nell’uso dell’Intelligenza Artificiale

Di questo si è parlato nel corso dell’evento organizzato nell’ambito del Festival del Giornalismo di Verona che, anche quest’anno, Eurotecnica ha sostenuto. Pier Luigi Pisa (giornalista) ha discusso con Gianluigi Bonanomi (formatore e consulente) — con la preziosa e competente moderazione di Daniele Chieffi, amico di Eurotecnica Incontra — dei rischi che l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale comporta per la professione giornalistica.

I tre esperti hanno concordato fin da subito sul fatto che l’impatto dell’IA costituisca la vera rivoluzione rispetto ad altre tecnologie passate, che non avevano inciso in modo così significativo e profondo sui flussi di lavoro e sull’interpretazione di determinati processi. Si è concluso che l’Intelligenza Artificiale non rappresenti solo un’evoluzione tecnica o un asset tecnologico, quanto piuttosto un vero e proprio discrimine culturale.

In questo contesto, la parola chiave per interpretare l’uso dell’IA è delega. Nell’affidarci a questa modalità, mettiamo in atto un processo di delega che, spesso, è in parte inconsapevole.

L’AI mode non solo ci fornisce dati, elementi e notizie, ma opera una scelta che condiziona la nostra interpretazione della realtà; anzi, impatta in maniera significativa sul modo in cui noi stessi stiamo costruendo la nostra realtà.

Nella professione giornalistica, “la delega uccide le fonti”. Su questo punto, in particolare, Pier Luigi Pisa insiste commentando che le fonti suggerite dall’Intelligenza Artificiale sono selezionate esclusivamente su basi statistiche.

Una macchina, afferma Pisa, non andrà mai sul campo a cercare una notizia: proprio quella notizia che distingue un giornalista dall’altro.

Sulla portata della rivoluzione introdotta dall’intelligenza artificiale Bonanomi sollecita il pubblico a rileggere i testi del filosofo israeliano Yuval Noah Harari.

L’intelligenza artificiale non ragiona e non possiede imprevedibilità in ciò che fa, ma sicuramente in certi compiti (soprattutto computazionali) possiede una potenza e un’efficienza eccezionali.

Allora, quale comportamento dobbiamo assumere nei confronti della rivoluzione introdotta dall’IA? La risposta, apparentemente semplice ma sicuramente efficace, è quella di sviluppare consapevolezza: prestare attenzione a ciò che di utile l’IA può fare, senza demonizzarla ma, al contempo, senza attuare una delega fuori controllo.

Nel mestiere del giornalista vogliamo davvero una scrittura senza musicalità e testi che si assomigliano tutti, privi dell’imprevedibilità tipica della ricerca sul campo?

Alla fine della discussione, emerge un monito chiaro: l’intelligenza artificiale deve rimanere uno strumento al servizio della creatività, non il sostituto dell’ingegno e del pensiero critico.

L’argomento ha stimolato anche la partecipazione del pubblico che è stato numeroso e attento. Ancora una volta l’investimento sul territorio e sulle sue iniziative culturali si è dimostrato essere un tratto distintivo della nostra azienda; da 55 anni operiamo a Verona e conosciamo, per averlo sperimentato direttamente nella nostra lunga storia, il valore delle proposte di qualità e degli incontri generativi.

Per questo vogliamo continuare a rimanere a fianco del Festival del giornalismo e dare il nostro sostegno a questa rassegna, perché possa essere occasione di incontri di qualità e opportunità di nuove consapevolezze

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